IL COLLARE PUO' PROVOCARE DANNI

Premesso che il collare sia un metodo di contenimento di antica origine e radicato nell'immaginario comune come un simbolo del rapporto uomo-cane, questo non significa affatto che sia il metodo migliore per ottenere di essere accompagnati dal proprio amico quattro zampe.

Infatti sono innumerevoli le conseguenze negative che questo strumento può arrecare ai nostri cani: dai più banali problemi dermatologici quali dermatiti, alopecie, micosi e prurito, alle conseguenze locali o sistemiche di traumatismi acuti e cronici esplicati tramite il collare.

Un trauma "da collare" può manifestarsi sia improvvisamente, per uno strattone troppo energico del conducente o per il cercare di divincolarsi del cane, che cronicamente, come per esempio per cani abituati a tirare se portati al guinzaglio o per cani (e ce ne sono ancora) tenuti alla catena.


Nella mia esperienza personale di Neurologo mi è capitato più volte di assistere a traumatismi gravi legati al collare, in particolare in almeno due casi un cane di piccola taglia ha subito un'improvvisa paresi dei quattro arti in seguito allo strattone diretto del suo proprietario (confessati candidamente perchè del tutto lievi e "normali"), entrambi questi pazienti avevano subito un prolasso discale cervicale e hanno dovuto subire un intervento chirurgico urgente per tornare a camminare e non rischiare addirittura la vita; più volte mi è capitato inoltre di rilevare lo stesso problema in cani sottoposti poco prima a toelettatura (o impiccagione?), dove il toelettatore in questione non era stato evidentemente troppo tenero con loro.


Un trauma anche di lieve entità in un paziente predisposto può determinare un danno neurologico centrale importante, come negli esempi citati il prolasso di un disco vertebrale è un'evenienza piuttosto frequente in cani condrodistrofici con degenerazioni discali multiple e precoci, o nei pazienti anziani; alcune razze soffrono di alterazioni della giunzione atlanto-occipitale o malformazioni congenite delle vertebre cervicali e/o dei loro annessi (lussazione atlanto-epistrofica, instabilità vertebrale), queste possono essere condizioni aggravanti in caso di traumi cervicali anche di lieve entità; traumi legati al collare possono anche determinare un danno al sistema nervoso periferico o autonomo come lesioni del plesso brachiale o la sindrome di Horner.

 I danni causati dal collare possono anche interessare organi come trachea, laringe, ghiandole salivari e tiroide, e in cani con problemi respiratori congeniti o acquisiti il collare può diventare estremamente pericoloso e causare soffocamento o episodi sincopali.


Innumerevoli sono gli esempi e gli articoli che si possono trovare in rete dove si descrivono la pericolosità e le conseguenze di un uso anche non necessariamente sconsiderato del collare, in particolare di alcuni tipi di collare, e la bontà invece delle moderne pettorine che contengono e proteggono i nostri amici canini senza causare loro alcun tipo di fastidio.
 
In conclusione credo non siano necessarie troppe disquisizioni scientifiche per stabilire se sia di buon senso o meno utilizzare un collare per contenere o governare il proprio cane, l'immagine che mi porta alla mente il vedere un cane con uno "strozzo" è quella di migliaia di schiavi umani che per secoli hanno portato le catene, e per molti era una cosa del tutto normale.
 
Giovanni Mazza, Medico Veterinario
Specialista in Patologia e Clinica Degli Animali Domestici (Neurologia) *
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FONTI e NOTIZIE:
 
WebMD
Peterdobias
Peterdobias 2
Peta
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Google

ARRIVA LA STAGIONE DI FILARIA E LEISHMANIA

LE ZANZARE  E I PAPPATACI SONO I VETTORI DI INFEZIONE

COSA FARE?

Pappatacio vettore LeishmaniaCi avviciniamo alla stagione calda e da subito iniziano a diffondersi le prime zanzare che, dopo lo stato quiescente delle uova, iniziano a schiudersi e a trasformarsi in larve e poi in adulti.

Oltre alle zanzare in questa stagione si diffondono anche altri insetti che pungono gli animali e gli uomini.

Iniziano il loro periodo vitale, nel quale crescono e si alimentano per prepararsi ad una nuova riproduzione.


Mentre le pulci continuano a essere presenti tutto l'anno, la nostra attenzione ora va anche a quei parassiti che a breve inizieranno a pungere i nostri animali e che pungeranno o potrebbero pungere anche noi.

Mappa diffusione Leishmania

MAPPA DIFFUSIONE LEISHMANIANegli ultimi anni sta iniziando a diffondersi su larga scala, fra i cani, la LEISHMANIOSI.

Purtroppo le aree interessate sono in espansione in tutta l'Italia.

Ed ora Iniziano ad essere segnalati casi di LEISHMANIOSI nell'uomo anche in Italia.

Anche la Filaria da anni colpisce i nostri PET, causando malattie gravi che portano a problemi cronici, come l’insufficienza cardiaca, e a volte anche al decesso.


Ma facciamo un passo alla volta:

COS'E? LA LEISHMANIOSI?

La Leishmaniosi canina è una malattia provocata da un parassita microscopico, un protozoo, il cui nome scientifico è Leishmania infantum, che viene trasmesso al cane tramite un vettore ossia attraverso la puntura di un insetto, in questo caso un flebotomo.


L'insetto vettore che la trasmette è un PAPPATACIO.  Il Pappatacio è un insetto più piccolo delle zanzare che "silenziosamente" punge l'uomo e il cane.
Il termine PAPPATACIO sta proprio a indicare che si ciba silenziosamente senza che ce ne si accorga (Pappa-Tace = Mangia in silenzio).

Ci sono 800 specie di pappataci e ben 80 specie sono portatori di LEISHMANIA.


Nonostante questa pericolossisima malattia si diffonda sempre di più in tutta Italia, non è ancora conosciuta dalla maggioranza delle persone che vivono con un cane.

QUALI SONO I SINTOMI E GLI EFFETTI DELLA LEISHMANIA?

Una volta che il protozoo della Leishmania infantum viene inoculato nel sangue dell'ospite entra nel circolo ematico  e raggiunge diverse strutture dell'organismo, come linfonodi, derma, macrofagi e monociti di milza e fegato, midollo osseo e reni.


Leishmaniosi caninaLe manifestazioni cliniche della malattia sono varie, proprio perchè attacca diversi organi.
Dopo un periodo di incubazione che va dai 4 ai 20gg  l'ospite può mostrare PERDITA DI VIVACITA' , sintomi più evidenti sono le lesioni cutanee di tipo eczematoso soprattutto a livello del padiglione auricolare, dei gomiti e del garretto, del dorso del naso e del collo, dunque in zone glabre (prive di pelo, o con poco pelo).

A volte ci si accorge dell'infezione solo da esami,  e non grazie a sintomi specifici.


I cani colpiti da Leishmaniosi presentano un periodo di incubazione che va da alcuni mesi a qualche anno.


La leishmaniosi si può tenere sotto controllo, un cane infetto può vivere una vita lunga e buona senza ammalarsi gravemente, se opportunamente monitorato e gestito con le terapie adeguate.


Per questo motivo è importante sapere se un cane ha la leishmania nel proprio organismo, in modo da poterla tenere sotto controllo ed evitare che provochi lesioni anche gravi al suo ospite.

E’ possibile effettuare degli esami per sapere se un cane è affetto da leishmania

Si è possibile e importante conoscere se il proprio cane o animale ha contratto la FILARIA o la LEISHMANIA.

Ci sono esami appositi, chiedi al medico veterinario. 

Il test più affidabile è la pcr su midollo osseo: richiede un prelievo che viene effettuato solitamente con un ago da una costola del cane. E’ un esame rapido ed effettuabile con anestesia locale ed una leggera sedazione.

Ci sono altri esami che permettono poi di monitorare l’infezione, qualora presente, e che sono meno invasivi: la più utile e l’elettroforesi delle proteine sieriche e richiede un semplice prelievo di sangue.


Se un cane non ha la leishmania si possono approntare dei programmi di prevenzione, anche di omotossicologia, per ridurre il rischio che la contragga: chiedi sempre  al medico veterinario!

HAI DELLE DOMANDE?

Contatta l'ambulatorio tramite questo modulo e fai la tua richiesta. Sarai ricontattato al più presto dallo staff medico.

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